Rosa Pozzoni

« Quando c’è allegria mi sento più giovane, altrimenti sono una vecchietta. » 

Età nella photo : 103

Nata a Milano il 25 ottobre del 1920, Rosa Pozzoni è la primogenita di 3 figli; la madre proprietaria di un atelier di sartoria e il padre metal costruttore. A lei sarebbe piaciuto continuare gli studi dopo l’apprendistato di sarta, ma sono tempi difficili e deve aiutare la madre nel suo negozio. Ora non racconta più molto della sua infanzia trascorsa a Milano, ma il personale della casa per anziani in cui risiede, ha potuto godere dei suoi ricordi fino a pochi mesi fa. 

Si sposa nel 1942 con un ticinese che a Milano è proprietario di un bar, con lui avrà tre figli, due gemelline nate premature non arrivano però a compiere l’anno, il figlio le è invece ancora vicino.  La vita famigliare di Rosa Pozzoni in quegli anni non è facile: il lavoro nel negozio di sartoria della madre, il bar del marito, il piccolo a cui badare e la guerra che imperversa. Racconta volentieri del tempo di guerra, soprattutto di quando doveva, con suo figlio allora neonato, scendere negli scantinati quando le sirene annunciavano l’arrivo degli aerei. La relazione con il marito si deteriora e nel 1956 Rosa Pozzoni chiede il divorzio, che otterrà però solo dopo la morte del marito nel ‘57: prima vedova che divorziata e a quei tempi faceva la differenza.   In quell’anno decide di lasciare il negozio, le amicizie e i parenti a Milano e di trasferirsi in Ticino per stare accanto al figlio ormai adolescente, che studiava in un collegio a Bellinzona. Rosa Pozzoni a 37 anni apre il suo negozio di sartoria a Bellinzona, studia il tedesco, e si adatta in fretta alla sua nuova vita: dà il via ad altri negozi, viaggia ed è socialmente molto attiva. A 57 anni va in pensione, ma non resta con le mani in mano: si dedica al volontariato offrendo il suo lavoro a vari progetti.   

Rosa Pozzoni a 98 anni vive ancora a casa sua a Bellinzona, malgrado sia ipovedente dal 1993 la sua vita è ancora molto attiva, fino a quando viene interrotta da una brutta caduta con la conseguente rottura del femore. Nel 2019, dall’ospedale Rosa Pozzoni si trasferisce direttamente in casa per anziani, dove, finché la vista e le mani glielo permettono partecipa a tutte le attività offerte e continua a confezionare capi a maglia e a uncinetto: «Se sto bene faccio tutto quello che devo fare, altrimenti mi fermo». A 103 anni non racconta più molto della sua infanzia trascorsa a Milano, ma il personale della casa per anziani in cui risiede ha potuto godere dei suoi ricordi fino a pochi mesi fa. Per lei la vita sociale è sempre stata importante e fonte di benessere; dice: «quando c’è allegria mi sento più giovane, altrimenti sono una vecchietta». La vecchiaia non la sente molto, dipende dai giorni: «si va avanti un giorno alla volta. Se non ci vogliono là bisogna star qua e accettare com’è», dice ridendo. Rosa Pozzoni non ha segreti particolari che spieghino la sua lunga vita. «Che sia forse il caffè grappa e l’uovo crudo con i quali ha inaugurato le sue giornate fino all’entrata in casa per anziani?», ci dice in tono scherzoso il figlio.