Leonilde Lurati

« Restare tranquilli, cercare di non avere troppo e non pretendere di capire il mondo. »  

Età nella foto : 101 ans

Leonilde Lurati nasce nel 1922 nel villaggio di Canobbio, vicino a Lugano. Ultima in una famiglia di dieci figli cresce in un’epoca difficile: «c’era miseria», dice. I ricordi restano però gioiosi: «Eravamo tanti amici, ho avuto una bella infanzia». I bambini giocano per le strade, si accontentano di poco, e la semplice uscita alla stazione per vedere passare il tram diventa un evento. Molto presto, però, bisogna lavorare. Leonilde Lurati diventa commessa a Lugano, un lavoro che ama profondamente, ma che dura molto poco. Continua però a lavorare come tuttofare per la proprietaria del negozio, con cui mantiene i contatti fino alla pandemia del 2020.

È nelle strade del suo villaggio che Leonilde Lurati incontra Alfredo, suo futuro marito. Si sposano, lavorano molto e fondano una famiglia con quattro figli. Nel 1952 ristrutturano un vecchio fienile nel nucleo del villaggio per farne la loro casa di famiglia. Tutti partecipano ai lavori, anche i bambini che aiutano a sistemare la vigna e l’orto di cui Leonilde Lurati si occuperà a lungo. Alfredo diventa usciere comunale a Canobbio, e anche lei lavora per il comune: pulisce i locali, accompagna i bambini dal dentista della scuola e si impegna nella vita del paese. Conserva un ricordo doloroso della perdita del marito, nel 1997, dopo 54 anni di matrimonio, e di quella della figlia più giovane, morta a 63 anni.

Molto impegnata nella vita parrocchiale, Leonilde Lurati partecipa a 18 pellegrinaggi a Lourdes, prima come fedele, poi con il gruppo dei malati. Si occupa anche della piccola cappella di Nostra Signora di Lourdes, e della decorazione delle vie del paese per la festa dell’Immacolata; vie che adorna con i fiori da lei creati. Questa passione l’accompagna fino al 2020 quando le mani diventano troppo dolorose. Di carta, di stoffa, di plastica o di fil di ferro, realizza fiori per matrimoni, comunioni, feste del villaggio: «Vedeva un fiore ed era capace di riprodurlo», racconta la figlia.

La sua casa, nel cuore del villaggio rinnovato, è piena di fiori e di foto-grafie: ricordi di feste, di viaggi, di momenti condivisi. A 101 anni, i suoi figli si prendono cura di lei a turno, una settimana ciascuno. La casa è stata adattata alle sue esigenze, ma per Leonilde Lurati uscire resta quasi impossibile a causa delle sca-le: questo e l’importante problema all’udito la tengono lontana dal suo amato paese e dalle importanti relazioni sociali che vi intratteneva. A più di cento anni, nonostante le difficoltà dovute all’età, i dolori alle mani e alle ginocchia, Leonilde Lurati vive a casa sua in autonomia e conserva lucidità e saggezza: «Per me, ho tutto. Ormai non posso più fare più di quello che faccio; quindi, tutto cio che posso ancora fare mi rende felice. Della mia vita, sono contenta».