{"id":6246,"date":"2025-12-10T11:54:03","date_gmt":"2025-12-10T10:54:03","guid":{"rendered":"https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/?page_id=6246"},"modified":"2026-01-20T12:01:38","modified_gmt":"2026-01-20T11:01:38","slug":"harry-trevisani","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/it\/harry-trevisani\/","title":{"rendered":"Harry Trevisani"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns alignwide is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong>\u00ab Bisogna essere gettati nell\u2019acqua fredda per imparare a nuotare. \u00bb&nbsp;<\/strong><\/h4>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns alignwide is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img alt=\"\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"1024\" src=\"https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/dsc07044_trevisani-2-1024x1024.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6407\" srcset=\"https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/dsc07044_trevisani-2-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/dsc07044_trevisani-2-300x300.jpg 300w, https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/dsc07044_trevisani-2-150x150.jpg 150w, https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/dsc07044_trevisani-2-768x768.jpg 768w, https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/dsc07044_trevisani-2-540x540.jpg 540w, https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/dsc07044_trevisani-2-1080x1080.jpg 1080w, https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/dsc07044_trevisani-2.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Et\u00e0 nella foto:&nbsp;101 anni<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p>Harry Trevisani nasce a Zurigo nel 1922. Trascorre la sua infanzia con i genitori a Milano, dove frequenta la scuola svizzera. Dopo la scuola dell&#8217;obbligo, i genitori lo mandano alla scuola cantonale di Trogen (AR) affinch\u00e9 possa continuare a beneficiare del sistema scolastico svizzero. Questo passo non \u00e8 facile per Harry Trevisani \u2013 soprattutto durante il primo anno di liceo soffre di nostalgia di casa, si sente solo e triste. Ma con il tempo si ambienta e stringe amicizie che dureranno a lungo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo la maturit\u00e0, Harry Trevisani torna in Italia e inizia a studiare al Politecnico di Torino. Tuttavia, questa esperienza ha presto una fine brusca: scoppia la seconda guerra mondiale. I regolari bombardamenti su Torino lo costringono a trascorrere le notti nei rifugi antiaerei o presso amici svizzeri. Quando una mattina trova l&#8217;edificio dell&#8217;universit\u00e0 ridotto in macerie, decide di tornare in Svizzera, dove studia ingegneria meccanica al Politecnico federale di Zurigo.<\/p>\n\n\n\n<p>Il suo grande sogno \u00e8 lavorare nel settore aeronautico. Per questo motivo emigra pi\u00f9 tardi negli Stati Uniti, dove completa la sua formazione. Nel frattempo la guerra \u00e8 finita, ma la situazione economica negli Stati Uniti \u00e8 difficile: da neolaureato in ingegneria non riesce a trovare lavoro. Anche il tentativo di avviare un&#8217;azienda con alcuni amici fallisce.<\/p>\n\n\n\n<p>Harry Trevisani torna in Svizzera, dove trova lavoro presso la ditta Gebr\u00fcder Sulzer a Winterthur. Negli anni successivi viaggia in tutto il mondo come rappresentante dell&#8217;azienda. Vive in India, dove conosce sua moglie, ma anche in Pakistan, Spagna e Giappone. Durante questo periodo diventa padre di tre figlie, nate nel 1955, 1957 e 1959.<\/p>\n\n\n\n<p>In seguito Harry Trevisani lavora in un&#8217;azienda specializzata in valvole per oleodotti e strumenti di misurazione del flusso di petrolio. L&#8217;ultima tappa della sua carriera professionale la compie, prima come dipendente e poi come titolare, in un&#8217;azienda che sviluppa aliscafi.<\/p>\n\n\n\n<p>Per tutta la vita Trevisani rimane attivo e continua a imparare cose nuove: si allena nel volo acrobatico, guida diverse imbarcazioni e costruisce case. Anche a pi\u00f9 di 100 anni guida ancora l&#8217;auto e si sposta ogni giorno. Continua a fare progetti, continua a usare il computer, ad esempio per scrivere e-mail, e vuole sempre uscire di casa.<\/p>\n\n\n\n<p>Tre anni fa \u00e8 morta sua moglie; si conoscevano da 70 anni. Da allora una delle sue figlie vive con lui nella sua casa, al piano superiore, dove gestisce un salone di bellezza.<\/p>\n\n\n\n<p>Raggiungere i 100 anni non \u00e8 mai stato il suo obiettivo, ma \u00e8 grato di aver raggiunto questa et\u00e0 in cos\u00ec buona salute. Sorridendo, dice che a volte stranamente si sente pi\u00f9 giovane di 100 anni \u2013 e vuole fare cose che in realt\u00e0 non \u00e8 ormai pi\u00f9 in grado di fare. Ma la sua curiosit\u00e0 lo ha sempre spinto a esplorare l&#8217;ignoto.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00ab Bisogna essere gettati nell\u2019acqua fredda per imparare a nuotare. \u00bb&nbsp; Harry Trevisani nasce a Zurigo nel 1922. 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