{"id":6123,"date":"2025-12-09T13:54:11","date_gmt":"2025-12-09T12:54:11","guid":{"rendered":"https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/?page_id=6123"},"modified":"2026-03-10T16:10:41","modified_gmt":"2026-03-10T15:10:41","slug":"adriano-durizzo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/it\/adriano-durizzo\/","title":{"rendered":"Adrian Durizzo"},"content":{"rendered":"\n<div class=\"wp-block-columns alignwide is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<h4 class=\"wp-block-heading has-text-align-center\"><strong><strong>\u00abLavorare tanto e con piacere, poi godersi la vita.<\/strong>\u00bb<\/strong><\/h4>\n<\/div>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-columns alignwide is-layout-flex wp-container-core-columns-is-layout-9d6595d7 wp-block-columns-is-layout-flex\">\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<figure class=\"wp-block-image alignwide size-full\"><img alt=\"\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1200\" height=\"1200\" src=\"https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/j2103335durizzo_fin-2.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-6437\" srcset=\"https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/j2103335durizzo_fin-2.jpg 1200w, https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/j2103335durizzo_fin-2-300x300.jpg 300w, https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/j2103335durizzo_fin-2-1024x1024.jpg 1024w, https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/j2103335durizzo_fin-2-150x150.jpg 150w, https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/j2103335durizzo_fin-2-768x768.jpg 768w, https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/j2103335durizzo_fin-2-540x540.jpg 540w, https:\/\/wp.unil.ch\/swiss100\/files\/2026\/01\/j2103335durizzo_fin-2-1080x1080.jpg 1080w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Et\u00e0 nella foto: 102 anni<\/figcaption><\/figure>\n<\/div>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-column is-layout-flow wp-block-column-is-layout-flow\">\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Adrian Durizzo nasce nel 1921 a Lotzwil, figlio di immigrati italiani provenienti da Como. Sebbene i suoi genitori volessero chiamarlo Egidio, viene registrato ufficialmente con il nome Adrian, il suo secondo nome, poich\u00e9 il primo era troppo complicato per il funzionario. Dopo un&#8217;infanzia povera ma felice, completa un apprendistato di quattro anni nel settore dei tessuti di lana a Liestal. Segue cos\u00ec le orme dei suoi antenati, attivi nel settore tessile da quattro generazioni. Durante l&#8217;apprendistato frequenta corsi serali di geometria, fisica e matematica.<\/p>\n\n\n\n<p>Durante la seconda guerra mondiale studia per quattro semestri ingegneria tessile a Cottbus (Germania), ma nel 1942, in quanto cittadino italiano, viene arruolato nell&#8217;esercito e inviato a Lampedusa, dove lavora per la stazione radar e come interprete. Dopo il bombardamento degli Alleati nel 1943, tutti i belligeranti abbandonano precipitosamente l&#8217;isola e Adrian riesce a raggiungere la terraferma solo perch\u00e9 il comandante italiano dell&#8217;isola, in segno di gratitudine, lo porta con s\u00e9 sull&#8217;ultima imbarcazione. Adrian gli aveva infatti permesso di telefonare a sua moglie tramite la linea telefonica militare tedesca.<\/p>\n\n\n\n<p>Non essendo pi\u00f9 utile agli italiani perch\u00e9 non parla inglese, fugge, prima in treno, poi a piedi per 500 km. Con l&#8217;aiuto di una pastorella, di notte e nella nebbia, riesce a tornare in Svizzera attraverso il confine verde. Per questo motivo la canzone popolare \u00abLa Montanara\u00bb lo commuove per tutta la vita.<\/p>\n\n\n\n<p>Presto trova lavoro come ingegnere tessile e inizia anche a commerciare macchine tessili. A quasi 30 anni si mette in proprio, affitta un garage, acquista due vecchi telai tessili e inizia a tessere biancheria in spugna. Con il fratello minore Ren\u00e9 amplia gradualmente l&#8217;attivit\u00e0. Nasce una fabbrica a Sissach con circa 30 dipendenti. Nel 1958 sposa Gertrud Steinbeck, diventa padre di due figlie e in seguito nonno di due nipoti.<\/p>\n\n\n\n<p>La vita di Adrian Durizzo \u00e8 caratterizzata da intraprendenza, spirito innovativo e duro lavoro. Nella vita privata rimane per tutta la vita una persona socievole e bonaria, che ama i piaceri della vita. Dopo aver perso quasi tutti gli amici e i conoscenti in et\u00e0 avanzata, gli rimangono dei vicini fantastici, che fino alla pandemia di coronavirus si incontrano regolarmente.<\/p>\n\n\n\n<p>Grazie al suo entusiasmo per la tecnologia, anche in et\u00e0 avanzata impara a usare il computer per creare biglietti di auguri, comunicare con i nipoti in Inghilterra via Skype e rimanere in contatto via e-mail con i vecchi conoscenti. Si procura un&#8217;auto elettrica e la modifica in modo da poterci sistemare il suo deambulatore. L&#8217;indipendenza rimane per lui molto importante fino alla fine.<\/p>\n\n\n\n<p>Ci\u00f2 che lo affligge nella vecchiaia sono la sua ipoacusia e le mani deboli, dato che per tutta la vita ha amato fare lavori manuali e bricolage. Tuttavia, \u00e8 molto grato per aver potuto realizzarsi professionalmente e per essere stato risparmiato da malattie e colpi del destino.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abLavorare tanto e con piacere, poi godersi la vita.\u00bb Adrian Durizzo nasce nel 1921 a Lotzwil, figlio di immigrati italiani provenienti da Como. 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